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Archive for the ‘Calendario liturgico’ Category

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Oggi  è il giorno della redenzione.
 Tutto viene da Dio eppure ben poco nel mondo sembra divino.
Non c’è angolo di mondo che non racchiuda una scintilla divina in attesa di essere liberata dalla sua prigionia.

Non importa in quanti siamo oggi.
Noi ci siamo presi l’impegno del bene,di vivere per il bene,
di essere qui oggi; noi abbiamo il compito di riparare un po’ il mondo, riunificarlo, già col nostro essere qui oggi, ringraziando per la vita e mettendo nel mondo altrettanto bene affinché si contrapponga al male che viene sparso così in abbondanza.

Noi facciamo memoria della pasqua in un mondo che non crede alla resurrezione dei vivi e dei morti, che si oppone al Dio della vita. Che rincorre il terrore. Che rincorre il profitto.

Oggi vogliamo avere nel nostro cuore tutto il mondo, che vaga senza riflettere, quasi senza coscienza di ciò che fa, addormentato e anestetizzato.

La nostra presenza cosciente nel mondo può riunificare il mondo come i vari frammenti di un vaso.
Muoversi con amore nel mondo  è la cosa più dolorosa che possa esserci.
Mantenersi aperti, fiduciosi, volendo sempre il bene di chi abbiamo di fronte… ma questa è la nostra fede: ricambiare l’amore che Dio ha per noi con l’amore.
Ognuno di noi risorge per come ha amato.
La resurrezione è una questione di amore.
Perché l’amore è più forte della morte.

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La storia dei re Magi nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all’oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.

Noi attribuiamo ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma non tutte le fonti sono concordi. Nel complesso monastico di Kellia, in Egitto, sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar, Melechior e Bathesalsa. Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome deriverebbe da Melech, che significa Re. Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese. Gasparre, per i greci Galgalath, significa signore di Saba. Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:”…in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque…”

Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo.

Una cronaca del IV secolo riferisce che i corpi dei magi, risposti dentro una cassa di legno, avvolti in tessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portati dall’imperatrice Elena a Milano nella chiesa di Sant’Eustorgio al ritorno da un suo viaggio a Costantinopoli, provenienti dall’India. I corpi dei Re Magi erano intatti, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.

La chiesa venne ampliata per ospitare la reliquia che venne riposta in un’arca romana di marmo sormontato dalla stella e dalle tre corone, con l’epigrafe “Sepulcrum trium Magorum”.

Nel 1164 durante l’assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove venne costruita una bellissima Basilica per contenerli e dove ora riposano. Grande fu lo sconforto dei cittadini alla notizia e Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente. Solo il cardinal Ferrari, agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l’altare dei Magi.
Che ne dite di venire a visitarle a Milano quest’anno?

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 Immagine1 Epifania – Manifestazione del Signore
Si è rivelato ai Magi come il Figlio di Dio, il Messia atteso; nello stesso modo, Gesù si è rivelato il Figlio di Dio, colui che compie le Scritture, nel momento in cui ricevette il Battesimo di Giovanni il Battista.
Per questo motivo l’Epifania, la Manifestazione, è una festa cristiana che riunisce in sé questi due momenti diversi della vita di Gesù, due momenti entrambi di Manifestazione di Gesù al mondo.
Subito dopo la visita e l’omaggio di questi sapienti stranieri dall’Oriente, Maria, Giuseppe e il bambino devono fuggire perché perseguitati da Erode che lo vuole uccidere (dei veri e propri rifugiati politici) e trovano accoglienza in Egitto, dove c’era una forte presenza ebraica, e ci rimangono molto tempo.
Oggi Gesù Bambino, se volesse venire da noi, probabilmente sarebbe respinto alla frontiera. Non intendo fare polemica politica, sono consapevole che sia necessaria una regolamentazione del fenomeno, ma sono convinta che bisogna anche comprendere il perché questa gente fugge dal suo paese e che davvero nessuno abbia interesse a parlare delle reali cause delle guerre, delle violenze, chi c’è dietro, chi ci sta guadagnando, quali le potenze all’opera, dal momento che oramai gli stati nazionali contano sempre meno e i forzieri colmi sono in poche mani ben strette.
Su un cartello nel presepe della cattedrale d’Agrigento quest’anno si legge:
“Si avvisa che quest’anno Gesù Bambino resterà senza regali: i Magi non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati”. Ma probabilmente anche Gesù.

(Elisabetta Tisi)

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