Strade nuove: Omelia Epifania

Quando ero piccola si cominciava a fare il presepe con la carta per fare il terreno, poi la carta velina blu per il cielo, si facevano le montagne, si metteva la capanna e poi le lucine colorate e il muschio. Poi tutte le statuine. C’erano i pastori con le pecore, gli angeli e la stella, Giuseppe e Maria con il bue e l’asino (Gesù bambino arrivava solo dopo la messa di mezzanotte e quello che avevo poverino, in gesso era senza una manina, si vedeva solo il fil di ferro ma l’abbiamo tenuta a lungo lo stesso e per noi era il segno dei chiodi della passione).
C’erano tanti personaggi di cui il vangelo non parla, quello che dorme, la donna e il vecchio con le lanterne, la donna che porta la frutta, le case e il mulino, il fiume e lo stagno.

E poi se ci fate caso nei presepi normalmente NON ci sono alcuni personaggi che in realtà sono
nominati nel vangelo e sono parte della storia che abbiamo letto oggi.
Non trova posto Erode, non trovano posto gli abitanti della città di Gerusalemme, non trovano posto i sacerdoti e gli scribi.
Trovano posto i magi che a casa mia venivano messi su un mobile lontano e ogni giorno facevano dei passi che li avvicinava al presepe quasi fossero pedine di un gioco dell’oca.
C’era un pastorello, era una delle poche statuine più nuove e colorate che suonava il flauto.
Allora lo mettevo vicino alla capanna, un po’ di lato e lo pensavo come un mio rappresentante nel presepe.
E voi in quale personaggio della natività vi rivedete?
Per poter scegliere posso elencarvene qualcuno
I pastori: rozzi, molti ladri e dediti al bere, tenuti lontano dalla società. Questo tipo di popolazione esiste ancora. All’annuncio dell’Angelo si muovono senza alcun dubbio.
il re Erode: è l’uomo di potere che vive nella paura che qualcuno possa portargli via quello che è suo ed è pronto ad usare le persone per i suoi fini. Ma non è disposto a fare un passo al di fuori del suo palazzo.
La gente di Gerusalemme che si spaventa di fronte alle novità e si interessa solo delle proprie cose: c’è una stella, c’è un nuovo re appena nato, ma hanno troppo da fare per cambiare le proprie abitudini. Ho fatto un pranzo di Natale a casa con tutti i miei parenti e alcuni non erano venuti all’ordinazione e per i discorsi fatti il giorno di Natale mi sono sembrati proprio queste persone chiuse nel proprio mondo e preoccupate che nessuno dia fastidio alla loro vita pianificata in cui c’è posto solo per loro stessi.
Poi ci sono i sacerdoti, che non guardano ai segni, a ciò che avviene, all’opera di Dio nel mondo ma tengono il naso solo sulle Scritture, rigidi su quello che secondo loro c’è scritto e perdono di vista il messaggio generale. Quelli che si sentono a posto con Dio perché credono nelle cose “giuste” scritte nei versetti che sanno citare a memoria. Queste persone ultimamente stanno aumentando, perché quando le cose cambiano velocemente o si ha una mente elastica o la soluzione semplice, l’uomo forte, diventare fondamentalisti dà loro sicurezza.
Poi ci sono i magi. Come sapete sto facendo un tentativo quasi disperato direi di imparare il tedesco. E devo dire che questo mi ha fatto notare una cosa che mi era passata inosservata.
I magi vengono chiamati Drei Könige ma nel vangelo si parla di soli 2 re Uno è Gesù (“è nato il re dei giudei”) uno è Erode
In italiano ci sono invece ben 2 errori: chiamarli RE e chiamarli magi. Perché maghi stonava un po’, perché praticavano la divinazione, la lettura del cielo e tante cose proibite dall’Antico Testamento, dalle Scritture del tempo. Dunque questi pagani maghi pian piano sono diventati re e la parola magoi, che si traduce “mago” viene tradotta con magi, più dolce e che camuffa un po’ la realtà.
Eppure il cielo parla con loro. Parla con dei maghi pagani, parla con dei pastori, molti dei quali ladri e dediti al bere ed evitati dalla società. Gli angeli dicono che la salvezza è per loro, la stella guida i pagani a Gesù. Questo è il profondo significato del racconto.
Il vangelo di Matteo è profondamente legato al mondo ebraico eppure dice chiaramente che la salvezza si è fatta concreta per i lontani dalla fede e quelli che non sono proprio brave persone.

Questo è il messaggio del Vangelo di oggi per tutti.

Qual è il messaggio proprio per noi?
Vi ricordo che i pastori non si mossero perché erano buoni, ma perché alzando gli occhi al cielo videro gli angeli, ascoltarono la loro voce ed obbedirono. Così pure i magi. videro una “stella” e fedelmente la seguirono. Gli uni e gli altri suggeriscono che per incontrare Gesù è necessario alzare lo sguardo da se stessi, che non si deve restare incollati alle proprie sicurezze e alle proprie abitudini, bisogna invece scrutare le parole e i segni che il Signore ci pone lungo il nostro cammino anche se non è sempre tutto chiaro. Per i magi, come del resto per i pastori, non fu tutto chiaro fin dall’inizio. L’evangelista non
a caso nota che la stella ad un certo punto scomparve.
Ma loro che camminano seguendo l’indicazione del cielo, incontrano Dio.
Incontrare Dio nel mondo ci cambia: non siamo più esseri mortali, siamo esseri Natali, nati noi di nuovo a nuova vita, capaci di far nascere nuova vita nell’animo di chi ci sta attorno.
Ogni giorno dobbiamo ricominciare a vivere, scegliere, lavorare, amare e dunque rinascere.
Nascono amori, idee, progetti, incontri. E a differenza di Erode, degli abitanti di Gerusalemme, dei sacerdoti del Tempio, tutti fermi nelle loro convinzioni e nelle loro paure, costantemente si ripetono. Loro sono esseri mortali.
I pastori o i maghi sono creature Natali
Allora alla fine nel presepe chi possiamo essere?
Abbiamo angeli (ma non lo siamo) abbiamo Maria e Giuseppe e il Bambino (e non siamo neppure quelli) ci sono l’asino e il bue ma non sono lì liberamente per loro scelta.
Allora nel presepe possiamo scegliere di essere o maghi o pastori. Ed entrambe le cose vanno bene, perché entrambi si muovono verso Gesù.
Siamo pastori quando ci viene chiesto qualcosa e la facciamo (“andate e vedete”) e ci
muoviamo anche se non l’avevamo pensato da soli, e la ricompensa è così grande che
torniamo alle nostre case o greggi glorificando Dio.
Siamo maghi quando ci interroghiamo, quando seguiamo i segnali del cielo e manteniamo fiducia che torneranno quando la stella che ci guida sparisce per un po’. I maghi vanno via dalla loro zona comoda, la loro patria, le loro sicurezze. Sono persone in ricerca. Ci sono tante persone in ricerca in questi anni. Ma la differenza tra loro ed essere magi è che molti vanno in giro cercando un posto per loro con l’atteggiamento di PRENDERE, i maghi portano doni, ognuno un dono diverso, e donando trovano Dio.
E tornando a casa, non rifaranno la solita strada dice il Vangelo. Non è più possibile dopo l’incontro con Dio nella realtà umana rifare la strada di prima. Anche se molti non capiranno. Perché loro sono esseri mortali. Noi siamo creature Natali.

 

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