Aiuta le persone a vivere!

Lugano, 1° ottobre 2017

Sulla base del testo biblico di Matteo 9,9-13

ORDINAZIONE AL MINISTERO PRESBITERALE di diacona Elisabetta Tisi

Dal Vangelo secondo Matteo (9, 9-13)

In quel tempo, andando via di là, Gesù vide un uomo chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.

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Cara Elisabetta,
cari sorelle e fratelli,
oggi, durante questa celebrazione, ordiniamo la diacona Elisabetta Tisi a presbitera. Sulla base del Vangelo di oggi ci si pone la domanda quale sia realmente la sua particolare missione per le persone.
Potremmo rispondere a tale domanda in modo molto formale dicendo che da ora tra i suoi compiti oltre alla proclamazione, all’assistenza spirituale e alla diaconia si aggiunge sempre più la celebrazione sottoforma di celebrazione eucaristica.

Dal testo evangelico di oggi però la priorità viene posta in modo un po’ diverso.

Si tratta di fatto di un cosiddetto “racconto di incontro”. Nei Vangeli infatti non troviamo solo storie che raccontano di miracoli, parabole, discussioni ecc. ma anche racconti nei quali Gesù incontra persone in modo particolare. Gesù incontra una singola persona o un gruppo di persone. E tale incontro comporta che tali persone si sentano toccate personalmente, si sentano liberate, cambino la loro vita. Sono quindi anche persone che agiscono prendendo forma attivamente. Il loro contatto con Gesù cambia la loro vita.

L’uomo non è in grado di vivere in solitudine. La vita umana è solo possibile incontrando altre persone. Quindi ogni persona è una creatura che dona e che riceve.

Gesù vedeva dunque il suo compito principale nell’“aiutare le persone a vivere”. E questo è anche il compito principale di una presbitera. Sono messaggere di Dio e devono aiutare le persone, sulla base della loro fede cristiana, a impostare la loro vita interamente in modo positivo.

Ogni incontro è anche un rischio. La vita muore laddove le persone si isolano e non trovano più il coraggio di incontrare altri individui. Il famoso filosofo ebreo Martin Buber ha riassunto ciò in una frase: “Ogni vita vera è incontro”

Vi sono incontri deludenti e angoscianti così come incontri che colmano di gioia e rendono liberi.

Come ci risulta essere un incontro dipende soprattutto da tre cose:

  • Come noi entriamo in tale incontro,
  • chi incontriamo e
  • soprattutto cosa accade dentro di noi tramite tale incontro.

Nel Vangelo di oggi Gesù incontra il prototipo ossia il mestiere di “pubblicano”. In questo testo si chiama Matteo negli altri evangelisti invece si tratta del famoso Zaccheo.

Tale prototipo ha le seguenti caratteristiche: collabora politicamente con il potere occupazionale romano; la sua attività comporta un’entrata di una grande somma di denaro ma è considerata una professione disonorevole e dal punto di vista sociale, la sua posizione è contraddittoria.

In base alla considerazione dell’epoca le persone pie non frequentano certi tipi di peccatori! Gesù sente questo brontolio. Per quale motivo essendo Figlio di Dio, il Messia, frequenta codeste persone?

La Sua risposta è chiara: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia io voglio e non sacrificio.

Formulato in modo positivo significa che Gesù è venuto ed è stato inviato da Dio nel mondo per aiutare e per sanare e non per giudicare.

E questo è anche il compito della chiesa e specialmente delle e dei preti nel celebrare l’Eucaristia, nell’assistenza spirituale e nella proclamazione.

Incondizionatamente, senza pregiudizi.

Ma ciò è solo possibile per Gesù perché percepisce esattamente il suo ambiente! E ci sono purtroppo nella chiesa anche persone che vivono fuori dal mondo, che non percepiscono il mondo e nemmeno le preoccupazioni e le necessità del prossimo. Si può solo aiutare se si nota che vi è la necessità.

Ma questa storia di incontro contiene anche 3 ulteriori punti fondamentali:

  • Nella fiducia in Dio è possibile iniziare sempre da capo e da zero. Non solo come pubblicano come in questa storia. Questa è una caratteristica fondamentale di Dio.
  • Nessun individuo è perfetto. Quindi sono tutti in un certo senso giusti e pubblicani ovvero creature contraddittorie.
  • Dio è al di sopra delle nostre categorie umane di giusto e sbagliato nel senso di morale e tradizione. La correttezza non ha alcuna utilità se è senza cuore e autosufficiente.

Auguro alla nostra nuova prebitera Elisabetta Tisi che possa essere una tale messaggera di Dio nelle sue azioni. Aiuta le persone a vivere!

AMEN

+ Harald Rein

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