Spiritualità del creato

La mera141120302_1stweekviglia è l’inizio della saggezza 
(rabbino Heschel)

La nostra generazione è forse la prima nella storia a essere cosciente che dalle proprie scelte dipendono la vita o la morte degli esseri, del pianeta. La verità è che viviamo un’errata relazione con il mondo.

Da qualche anno tutte le chiese sono invitate ad avere una domenica di riflessione e celebrazione su questo tema. La cosa più ridicola è che subito le chiese hanno organizzato convegni, studi, si sono, cioè, rinchiusi dentro una stanza a parlare tra loro, a consultare libri e a discutere su traduzioni di alcune parole scritte in lingua antica su antichi manoscritti….

Nella storia della spiritualità cristiana si erano espressi due filoni. Il primo, quello della spiritualità del creato, metteva al centro la benedizione di Dio su tutta la realtà, la bellezza e la giustizia come armonia (molti mistici dei quali sono stati dichiarati subito eretici per poi essere riscoperti in questo secolo o come Francesco d’Assisi, la cui visione venne imbrigliata subito dopo la sua morte e i frati del suo Ordine furono grandi Inquisitori). Il secondo, quello di caduta e redenzione, metteva l’accento sul peccato umano, sulla corruzione della natura umana e la sua incapacità di agire con giustizia, sulla necessità di ricevere la salvezza dall’esterno. Si è predicato il peccato originale, dottrina non presente nel Vangelo e in tutta la Bibbia (gli ebrei non ne sanno nulla di peccato originale) ma diffusa da S.Agostino nel IV secolo. E perché ha preso piede questa dottrina? Perché era molto funzionale a una religione che in quel periodo diventava religione di stato per controllare il popolo. La colpa.

Certo, se sei schiavo, se sei servo della gleba, quando ti nasce un figlio ti dispiace di non potergli offrire una vita migliore e ti rassegni perché viviamo soffrendo a causa del peccato originale. E così non dai fastidio al potente di turno.

Ma oggi, se nasce un bambino, possiamo solo dirgli/le che è una BENEDIZIONE, è una gioia, e ringraziamo Dio per la sua nascita. E dirgli/le che c’è un bene originale che muove e crea ogni cosa e vive in ogni cosa. C’è una capacità di meraviglia in ogni bambino da coltivare, inizio di una Sapienza da scoprire.

Penso che la religione istituzionale così come la conosciamo stia per terminare la sua corsa, in Oriente come in Occidente. Siamo in un’era post denominazioni: nessuno sa più le differenze tra cattolici, protestanti, anglicani, ortodossi ma soprattutto a nessuno più interessa. È necessario ricondurre le religioni alla propria essenza, la spiritualità. Il voler orientare la propria vita in difesa della giustizia e cercare l’esperienza del divino.

Questo è il cuore della predicazione di Cristo.

 

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