Antichi segni, nuova vita

quattro elementi

Sono quattro gli elementi con i quali è costruito il cosmo dei sacramenti nella Chiesa: l’acqua, il pane di frumento, il vino e l’olio di oliva. Mentre l’acqua è l’elemento vitale in genere e quindi rappresenta l’accesso di tutti alla nuova nascita da cristiani, gli altri tre elementi appartengono alla cultura dell’ambiente mediterraneo. È un male? È limitante? No, Dio ha agito in un luogo ben determinato della terra, ha veramente fatto storia con gli uomini. Essi sono una sintesi tra creazione e storia, cultura.

Nella celebrazione della notte di Pasqua, però, si torna ancora più alle radici della creazione, si torna ai  4 elementi.

  Fuori dalla chiesa si benedice il fuoco, un falò dal quale si accende il cero pasquale, si benedice l’acqua e acqua e fuoco entreranno nella chiesa buia e porteranno l’annuncio di vita. E dopo il racconto della storia della salvezza, fatto dai lettori, il diacono canta l’annuncio della vita che ha vinto la morte, e l’aria, carica di silenzio, si riempie di suoni: dal giovedì sera gli organi sono muti, le campane legate, pronte a liberarsi e a gioire a questo annuncio del sabato notte e la comunità canta il Gloria insieme alle campane a festa.

In questa celebrazione c’è anche l’uovo, già per gli Egizi fulcro dei quattro elementi, segno di vita. I simboli dell’uovo vengono messi alle estremità e al centro della croce sul nuovo cero pasquale che, bruciando del nuovo fuoco, viene immerso nell’acqua per benedirla ed essa diventerà l’acqua del fonte battesimale.

Al mio piccolo paese, la benedizione del fuoco e dell’acqua avveniva sul sagrato della chiesa romanica, benedettina che buia, illuminata solo dalle candele dei fedeli, trasmetteva con la sua architettura tutto il sapere antico della celebrazione molto più di quello che possono fare le parole. Il mio parroco, però, voleva che tutti i 4 elementi fossero coinvolti in quella notte santa e volgendosi verso i 4 punti cardinali, benediva i campi che tornavano a portare frutto con l’avvento della primavera. Vivere quest’esperienza fin da piccoli ci ha aiutato a sentirci parte della vita che vince la morte, in ogni stagione della terra e dell’essere umano.

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