22 settembre – Maurizio e i suoi compagni

Tutto ciò che sappiamo di San Maurizio lo riceviamo da Sant’Eucherio di Lione che trascrisse la Passione del Santo, ricavandola da racconti orali ricevuti da San Teodoro (o Teodulo) di Octodurum, primo vescovo del Vallese nel IV secolo.
San Maurizio nasce in Egitto da una famiglia pagana, nei pressi della città di Tebe, intorno all’anno 250.
Abbracciò ben presto la carriera militare e divenne un soldato di valore, tanto da diventare “primicerius”, l’attuale grado di Colonnello. Successivamente fu messo a capo della Legione Tebea, una legione formata da un centinaio di uomini (anche se la leggenda ne riporta 6.666), uomini scelti e di valore, guardati con timore dai nemici e con rispetto dai superiori.

Per un inverno furono inviati a Gerusalemme e qui, Maurizio, venne a contatto con la comunità cristiana locale.
Conobbe il Cristo e lo riconobbe come suo Signore, dopo notti insonni e lunghe conversazioni col vescovo locale San Zambda e successivamente ricevette il battesimo e convertì tutta la Legione alla fede cristiana.
L’imperatore Massimiano Erucleo chiamò la Legione in Svizzera.

Durante il tragitto si fermarono a Roma e qui ricevettero la Santa Cresima dal Papa San Marcellino.
Ripartirono verso la Svizzera e tanti sono i miracoli che si narrano del loro passaggio in alcuni paesi del settentrione.

Giunti al cospetto dell’Imperatore, sulle rive del Rodano, l’antica Octodurum nella valle di Agaunum, l’odierna Saint Maurice, ricevettero l’ordine di sopprimere una rivolta, fomentata da un gruppo di Galli nella contrada Bagaudi.
Prima però, per propiziare il successo della spedizione, dovevano compiere un sacrificio pagano.

All’adunata mattutina la Legione non si presentò e Maurizio inviò una lettera all’imperatore, spiegando il motivo della loro assenza.L’imperatore furente chiese a Maurizio di tornare sui suoi passi ma davanti ad un ennesimo rifiuto, ordinò la decimazione della legione.
La decimazione consisteva nella fustigazione comune e ogni 10 persone, una decapitazione.
Tutti furono irremovibili. Dopo una seconda decimazione, durante la quale i capi della legione, Maurizio, Essuperio e Candido, incoraggiavano i loro compagni, fu decapitata tutta la truppa.
Gli storici collocano questo martirio nell’anno 286.

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