Io non giudico nessuno

Il Vangelo inizia con  “Gesù riprese”. C’è qualcosa prima legato a queste parole ascoltate.

Andiamo a vedere cos’è successo prima.

 

PRIMA

Hanno teso una trappola. Chiedono a Gesù di giudicare e condannare a morte una donna adultera e nello stesso tempo è lui stesso giudicato dai farisei.

 

Stanno cercando un modo per arrestarlo.

Guarda caso giudicare è in greco krinè, e giudizio si dice krisis

Ed è proprio così: Gesù vive una «crisi» nel senso più esistenziale del termine, un episodio della vita in cui è preso in trappola, in cui ha deve trovare una via d’uscita.

Vi ricordate cosa dice Gesù allora? “chi è senza peccato scagli la prima pietra”

È un giudizio che risolve la crisi /  ma che non condanna nessuno / dice una verità / e offre una via d’uscita a ciascuno dei personaggi presenti.

 

Ecco, questo è quello che è successo prima delle parole del vangelo che abbiamo letto.

Ed ecco che Gesù ora dice “io non giudico nessuno”

Per arrivare a non «giudicare nessuno» Gesù ha dovuto superare una crisi , Gesù ha avuto dovuto prima attraversare e superare 2 cose in se stesso: la PAURA e lo SPIRITO DI GIUDIZIO.

 

PAURA

PRIMO: Ha dovuto lottare con la sua paura. È in trappola, vogliono arrestarlo e ucciderlo. Deve lottare contro la tentazione di reagire alla paura con la violenza anche solo verbale.

In questo capitolo è grande per Gesù la tentazione di evitare la paura contrattaccando. In genere noi quando siamo presi dalla paura scattiamo subito contro gli altri

SECONDO: ha dovuto combattere contro la tentazione di giudicare e condannare coloro che lo minacciavano.

Lui non giudica nessuno

 

SPIRITO DI GIUDIZIO

Emettere giudizi definitivi è rassicurante.

Diciamocelo, è insopportabile dover ammettere che un altro possa essere allo stesso tempo odioso e amabile. Ma se io classifico qualcuno o qualcosa, sono tranquillo, l’altro è quella cosa lì che dico io e nient’altro, non può essere il suo contrario e io so cosa mi trovo davanti.

Io ti classifico, ti etichetto e in greco Accusare si dice KATEGOREIN, essere categorici!

Se pensiamo quando è capitato a noi, notiamo che questa demonizzazione dell’altro aumenta in assenza della persona che giudichiamo, condanniamo. Lo vediamo ancora più nero quando non è presente e ciò succede ascoltando le nostre voci interiori.

 

PADRE NOSTRO

È così automatico per noi che Gesù ce l’ha messo nel Padre nostro: il nostro bisogno di essere perdonati l’ha collegato alla nostra inclinazione al giudizio così ce lo ricordiamo ogni giorno “Rimetti a noi i nostri debiti COME noi perdoniamo ai debitori”

 

PROTEZIONE

Avere le cose chiare, catalogare non è in sé sbagliato, anzi è desiderio di vita e di verità: cerchiamo disperatamente di afferrarci a cose sicure, vere, autentiche. è desiderio legittimo di edificare la casa sulla roccia, di assicurare la nostra vita a qualcosa di solido.

Non si giudica per il piacere di giudicare. Giudicare ci protegge, ci fa mettere una distanza con l’altro. Classificare è proteggersida altre delusioni, è tentare di non soffrire più.

 

ALBERO

Ma la vita ci smentisce sempre: se giudichi un albero in inverno dirai che è quasi morto, cupo, grigio, se lo incontri d’estate dirai che è pieno di energia e di frutti, e se invece lì hai incontrato in primavera dirai che è una meraviglia di fiori e colori.

Noi non sappiamo da dove veniamo e dove andiamo, e non sappiamo da dove viene colui che stiamo giudicando, non sappiamo in che stagione sia.

 

ESPOSTI

Proibirsi di giudicare è difficile.

Anche non sapere chiaramente, a volte dove è il Bene e dove è il Male, non sapere di chi ci si può fidare sempre e di chi non ci si può fidare mai, perché significa vivere esposti, rischiare di soffrire.

 

La vita è piena di contraddizioni, le persone pure, è così ed è più reale e più importante delle idee che ci facciamo dentro di noi.

 

DIO

Lo stesso Dio ai nostri occhi, nella nostra vita, quanto è contraddittorio, inclassificabile e imprevedibile?

 

CAMMINO
Emettere giudizi definitivi credendo di aver fatto luce sugli altri ci fa deviare , anzi ci fa rimanere sul bordo della strada. Riuscire a sospendere il giudizio significa rimanere in cammino con Dio.

La luce non si sperimenta se non camminando, dice Gesù come dire che non poteva spiegarla a parole. E’ mettendo in moto voi stessi che vedrete chiaro, dice Gesù

 

Non giudicare perché giudicare (KRINEIN) porta a KATA KRINEIN, giustiziare, condannare a morte

.

Pensate a Gesù che intuisce la debolezza di Pietro che lo rinnegherà ma lo tiene con sé, come non allontana da sé Giuda. Anche se è sempre stato diretto e sincero con Giuda

Io non giudico nessuno non significa essere passivi o farsi andare bene tutto ma fare chiarezza in se stessi, dire parole di verità senza giudizio e rimandare gli altri di fronte alla propria responsabilità

Quanto spesso ci viene da giudicare Dio che ai nostri occhi è così contraddittorio, inclassificabile, imprevedibile?

 

Gesù non dice “non giudicate” perché dovete essere buoni

Dice non giudicate perché non è nel vostro interesse. Gesù non ha fatto divieti gratuiti, non parlava di morale, parlava di stare bene con se stessi, di benessere. E infatti se un giorno decidiamo di cambiare atteggiamento è perché intravediamo un beneficio per noi.

 

ESERCIZIO

E se pensiamo in cuor nostro “io non giudico”, facciamo allora questo esercizio che ci mette alla prova. Aggiungiamo a “non giudicare” anche il versetto: benedite e non maledite”, esercitiamoci a benedire l’altro, ad augurargli del bene, a dir bene di lui o lei. Se ce la facciamo sperimentiamo un beneficio immediato.4La parola umana è potente, la parola CREA, dichiariamo buono il fatto che l’altro esiste e in questo  modo entriamo nella parola creatrice di Dio

Difficile eh?

Gesù parla ai suoi avversari senza mai usare una parola offensiva non umilia, non deride e non condanna nessuno. Attraverso un’umiliazione non si trasmette mai nulla di divino

Nel momento in cui mi pongo degli interrogativi su di me permetto all’altro di fare lo stesso cammino. Altrimenti io attacco e l’altro si difende.

CAMBIARE L’ALTRO

La variante più diffusa del bisogno di giudicare è il bisogno di cambiare l’altro. Prendere una persona e poi volerla cambiare, volerla diversa.

 

Quando si è in pace con se stessi, quando non si ha paura più di niente e di nessuno, questo meccanismo non scatta e non si prova nessun bisogno di giudicare l’altro.

 

DIO

Ecco allora: Dio è MOLTO in pace con se stesso.

Dio NON GIUDICA NESSUNO.

Semplicemente ci aiuta a veder chiaro nella nostra vita, fa LUCE, ci dice il VERO (Gesù dice “i miei giudizi sono” – non dice GIUSTI, dice: – “sono PORTATORI di VERITÀ”)

Ci fa mette davanti al vero senza giudizio, ci fa venir voglia di dire il vero, questo perché in Lui non c’è paura né spirito di giudizio.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...