Land Grabbing, ovvero rubare la terra

Land Grabbing: accaparramento della terra, furto di terra. Per una volta il termine inglese non nasconde la triste realtà, che è quella del neocolonialismo dell’acquisto o dell’affitto per lunghi periodi a prezzi irrisori di terreni fertili, soprattutto africani, da parte dei paesi ricchi (specialmente Cina, India, Corea del Sud): in proprio, oppure tramite grandi imprese, od anche singoli ricchi privati (del resto, Benetton non ha forse acquistato ettari su ettari in Argentina?).

(…)

Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno, basti pensare che in Etiopia il governo ha venduto in questi anni quasi 4 milioni di ettari di terra, e che 70.000 persone sono state deportate. Detto altrimenti, fra il 2008 e il 2011, l’Etiopia ha ceduto una superficie pari all’estensione di un Paese europeo grande  come l’Olanda, ed il tutto nell’assordante silenzio della comunità internazionale, e degli organi di informazione. Del resto, se è lecita la delocalizzazione delle lavorazioni all’estero, perché non deve essere altrettanto lecito acquisire terreni fertili dove costano molto meno? Chiaro che le deportazioni dei residenti sono solo, come potremmo definirle? un “effetto collaterale indesiderato”? ecco, sì, un effetto collaterale indesiderato. (…)

Leggi l’articolo completo su Il Fatto Quotidiano.

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